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Testimonianza del 27 novembre 2007

Testimonianza scritta in francese, tradotta.

Martedì 27 Novembre 2007

Caro signor Montaud,

Ho appena finito il suo libro che ho letto con piacere.

Ho ben capito che il 1° punto di pagina 126 è fondamentale.

La copertina è perfetta, la qualità della carta confortevole soprattutto per me che faccio fatica a girare le pagine, le foto sono chiare e molto esplicite. Complimenti anche a Yves Michel. Il suo libro è facile da leggere, in un buon francese (a pagina 41 la parte in alto è scritta male e a pagina 193 c'è un francese strano). L'ortografia è perfetta.

Sì, visibilmente il suo libro è quello di un essere umano, una testimonianza, la condivisione di un'esperienza, il gesto di comunicazione, un gesto di simpatia, di amore verso sconosciuti, i lettori. Umano anche per la sua composizione, libro di limitazioni universitarie. La presentazione di Y. Parès è molto interessante anche se estranea al tema: i denti.

Ho letto il suo libro come un romanzo poliziesco: non cercavo l'assassino, ma il “resuscitatore”. Quindi ho avuto fretta di leggere la fine! Mi sarebbe davvero piaciuta una descrizione più precisa dell'attivatore di quella a pagina 31. Sì c'è una foto ma il lettore non sa se viene fatto su misura, quale sia il prezzo, se bisogna cambiarlo, l'esatta composizione, se è il dentista a fornirlo...

Invece, la buona notizia è che esiste un qualcosa di molto semplice, di non invasivo per armonizzare la bocca e i denti senza conseguenze sulla postura.

È meraviglioso pensare che ogni problema fisico può essere risolto semplicemente (non parlo degli incidenti). Così come ci sono delle piante, ci sono metodi di cura semplici. Il punto è trovarle. Più è semplice meno interessa la società dei consumi, ma più è semplice più interessa me.

Lei parla di una persona che non ha praticamente più denti e che usa comunque l'attivatore, è molto interessante perché una vera terapia non può accontentare solo dei clienti facili!

Mi piace davvero molto la citazione di Einstein a pagina 15. Pratico a diversi livelli queste piccole estasi. Ad esempio quando cerco un oggetto o un foglio, so che nel momento in cui troverò quel che sto cercando, riceverò un'energia di questo tipo e cerco di accrescere la consapevolezza per ben assaporarla.

Parla anche spesso della coscienza e dell'inconscio, dice che i due livelli vanno valorizzati e l'ho trovato molto interessante. C'è un modo attuale di valorizzazione della coscienza, ma portare in questo modo l'apparecchio anche di notte per toccare l'inconscio mi sembra super interessante, fondamentale.

Pagina 185, la sua riflessione sul terapeuta e sulla malattia personale mi ha colpito molto. Questo argomento viene evocato raramente, eppure è forte a livello dell'inconscio sia per il terapeuta sia per il paziente. Quando ero in ospedale (nel 2001), quando un medico aveva il raffreddore, provo un sentimento ambivalente: «... è un debole, soffre, quindi è un cattivo dottore, è un buon umano!».

Pagina 192, «è per questo motivo che...»: il Dottor Georges Pourtalet dice che l'iperattività viene da dolori inconsci all'appendice. Questo dolore va visto con l'asimmetria posturale, e questa stessa con lo squilibrio dentale.

Il suo libro espone, sotto forma di cammino autobiografico senza concessioni di un dentista, un metodo che sembra semplice, profondo, sconvolgente sotto tutti i punti di vista!

DONNA: PROFESSORE DI LETTERE – PITTRICE RINOMATA – AFFETTA DA MIOPATIA