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29 aprile 2024

Testimonianza 26

Testimonianza scritta in francese, tradotta automaticamente.

29/04/2024

Un appuntamento di Umano-Dentosofia : la saggezza dei denti dell'umano.

Io, la bocca, l'atrio d'ingresso di un castello, vi racconto una bella storia.
Per semplificare lungo tutto il mio racconto, chiamerò la mia Regina l'umana che mi contiene.

Un tempo la mia Regina mi portava dal dentista, quando le facevo sentire un dolore. Ricordo di entrare in una stanza gelida, con una lampada puntata su di me, che contribuiva a un'atmosfera livida, un po' spaventosa.

Vi trovavo poca considerazione per la persona nel suo insieme. La mia Regina mi affidava alle cure di chi sembrava sapere.

All'ultima visita, da una nuova dentista, furono proposte alla mia Regina cure per avere un bel sorriso, poi innesti ossei, prima di mettere degli impianti.

Lei ha espresso il suo rifiuto di essere curata in quel modo, e da allora sono in attesa. A volte sento la sua inquietudine, quando pensa : « E se peggiora, e se perdo i denti ». Insomma, dentro di me si installano pressioni sempre maggiori.

Per fortuna, come le sento dire spesso : « La vita fa bene le cose. Oppure : abbiamo ciascuno un angelo custode che ci manda tutto ciò di cui abbiamo bisogno ».

Un giorno una persona le parla di Umano-Dentosofia, trasmettendole un link per ascoltare un'intervista a Michel Montaud, che è all'origine di questo approccio all'umano.
Appena ho sentito parlare della bocca, del corpo, dell'umano, in quel modo, ho trasalito di gioia.

— Ecco una buona notizia : essere considerati così, l'umano e noi bocche ; potremo finalmente offrire tutti i nostri servizi, non essere più soltanto un imbuto.
Siamo vicine alla loro mente, in prima fila, per sentire i loro tormenti e persino tutti i loro pensieri — e ce ne sono, in una giornata, non finiscono mai.

Siamo la porta d'ingresso del tempio che è il loro corpo. Ogni contrazione in noi si ripercuote nel loro corpo e, nell'altro senso, le contrazioni dei loro corpi lasciano tracce in noi.

Eccomi con la mia Regina, da una persona che offre accompagnamenti di umano-dentosofia.
Che sorpresa all'arrivo ! Invece di un ascensore, di un campanello dal suono poco armonioso, di una sala d'attesa fredda che spesso rimbomba eccetera, prendiamo una strada sterrata per raggiungere uno chalet di legno. Che contrasto ! Al posto di una segretaria che ci fa segno di presentare la tessera sanitaria tenendo la cornetta del telefono in mano, sono delle capre ad accoglierci.

Se è insolito, è insolito.
La sala d'attesa : una terrazza di legno con mobili da giardino. Non me lo aspettavo.

Sapevo che la mia Regina intraprendeva un percorso fuori dall'ordinario, ma fino a questo punto....

Una persona esce dallo chalet, prende il sentiero erboso, ha un gran sorriso. Sento la mia Regina dirle : « Vedendola uscire dal suo appuntamento tutta sorridente, mi viene voglia di andarci a mia volta ».

« Ah ! sì », risponde lei, raggiante di gioia.

Sento la mia Regina distesa, sorride, è nel suo elemento, in questo ambiente naturale.
Presento che non subirò alcuno stress.

L'accompagnatrice in umano-dentosofia l'accoglie in modo molto piacevole. La mia Regina si sente da subito considerata come una persona. Constato che non c'è camice bianco, non c'è segretaria, non c'è assistente che porta strumenti, nessun rumore metallico di cui avevo orrore. Al posto della luce fredda, la luce del giorno entra generosamente da una grande vetrata che dà sul prato delle capre.

Ebbene, che cambiamento !
Ma quale cura riceverò in questa stanza accogliente ?

Una poltrona le tende le braccia, si siede e la dentosofa prende posto di fronte. Non porta la mascherina. Percepiamo interamente l'umana che è, il suo viso è molto aperto.

Ancora parole di accoglienza, poi scrive qualche appunto per fare conoscenza e assicurare un seguito. La mia Regina esprime a che punto siamo, lei e io, la sua bocca.

L'accompagnatrice si avvicina per vedermi da vicino. È seduta di fronte a noi, sempre senza nulla in mano.

Chiede di mettere in contatto i denti di sopra e quelli di sotto. Le mie labbra sono aperte perché possa osservare l'appoggio dei denti tra loro e la forma che prende la mia bocca in quella posizione. Poi la mia Regina deve far scivolare i denti di sotto verso sinistra, dolcemente, poi verso destra. La dentosofa guarda con molta attenzione. Sento un immenso rispetto per ciò che sono, io, la bocca.

Siamo in un altro mondo, mi dico ; che gioia incontrare dolcezza, rispetto, considerazione.

Ed ecco che parla di equilibrio, di femminile e di maschile.
La mia Regina annuisce, comprende ciò che l'accompagnatrice le fa scoprire : risuona in lei.

È vero, sono squilibrata, pendo a destra molto più che a sinistra, dove sono tutta compressa. In compenso mi percepisco vaporosa, vuota, senza energia a destra.

Ma come fa questa donna, in un batter d'occhio, a parlare di cose così personali, così vere ? Parla di me, la bocca, come di una parte di un tutto : del Tutto, addirittura.

Man mano che l'incontro procede, la mia Regina prende coscienza che io sono il suo vestibolo, l'ingresso del suo corpo, e che rivelo lo stato di tutto l'edificio che è il suo corpo.

Che gioia che mi si consideri per ciò che sono davvero. Un ingresso, l'ingresso della casa-corpo. Pensare che mi ha ignorata fino a ora e che d'un tratto questa donna le fa venire voglia di scoprirmi, di fare corpo con me.

Porto in me le impronte della sua vita, le sue gioie, le sue pene, i suoi traumi, le sue paure : tutto è qui, in me. Nelle mie gengive, nelle mie guance, nel mio palato, nel mio pavimento, nei miei denti, nelle mie mascelle e nell'abitante che ospito : la lingua. Quante parti di me sono impregnate di ciò che ha attraversato, vissuto, fin dal suo concepimento.

Sono riconoscente a questa donna dentosofa di aver scelto di prendere questa via, per risvegliare la coscienza di chi lo desidera.

Lei è rimasta vicinissima a noi per tutto l'incontro. Si sono guardate negli occhi. Si sono riconosciute : due umane in cammino, nella semplicità.
La donna che informa si pone allo stesso livello, esprime anche la propria esperienza e il cammino che percorre con l'umano-dentosofia. Dà informazioni molto precise, molto comprensibili.

Per finire propone di vivere l'esperienza di masticare alternativamente, a destra poi a sinistra, durante i pasti.

Allora ha capito ciò che aspettavo da tanto tempo. Fare corpo con colei di cui sono il vestibolo. Esercitare pienamente la mia funzione, ed essere riconosciuta da lei in coscienza.

Che gioia provo nel sapere che finalmente potrò partecipare interamente — lato sinistro, lato destro e con la mia parte centrale — all'ingestione degli alimenti. Immagino che sentirà il primo contatto con il cibo, poi la trasformazione progressiva del boccone e il momento in cui il boccone raggiunge il fondo del vestibolo che sono io e intraprende la discesa verso lo stomaco. Che meraviglia ! La coscienza metterà in luce la bocca che sono.

Qualche giorno dopo, la mia Regina mette in pratica ciò che le è stato suggerito. Sento un fremito, la vita torna a circolare liberamente in me, in tutte le parti che mi costituiscono. Che gioia sgorga da me quando esce dai suoi automatismi, quando si mette a gustare gli alimenti estraendone i sapori.

Finalmente lavorerò in modo armonioso tra sinistra e

destra, ritroverò l'equilibrio e le permetterò di ritrovare quello del suo corpo.

Da quando ha cominciato a entrare in contatto con me, l'ho percepita raggiante. Si rende finalmente conto che io sono il vestibolo del suo tempio sacro, il suo corpo, e che le mie labbra sono la porta d'ingresso.

Devo dirvi che alla fine dell'incontro con l'accompagnatrice le ho soffiato di abbracciare, in segno di riconoscenza, colei che un tempo era chirurgo dentista e che ha scelto di umanizzare le cure della bocca. E molto di più : di proporre all'umano di curarsi da sé, entrando nella coscienza della propria bocca, che lo conduce dritto alla coscienza della propria interezza.