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Testimonianza 2020 — n° 39

Testimonianza scritta in francese, tradotta automaticamente.

Questa testimonianza si trova nella rubrica delle persone accompagnate e anche in quella degli accompagnatori

Gennaio 2020

In questo inizio del 2020 decido finalmente di scrivere la mia testimonianza sul mio incontro con la dentosofia.

Mi ci sono voluti molti anni per accedere a chi sono oggi. Con questa percezione della vita e del ruolo che è il mio. Di ciò che si gioca per me attualmente, o meglio di ciò che comincio a vedere con questa coscienza di essere creatrice della mia vita.

Di riprendermi sempre di più la mia libertà.

Da dove cominciare ?

Fin dall'adolescenza cercavo il modo ‘’miracoloso’’ di essere felice e piena di gioia, di poter creare tutto ciò di cui avevo bisogno per questo.

Così ho cercato tecniche con professionisti diversi. Sperimentavo ogni sorta di approccio ed ero sempre soddisfatta (sul momento) di queste nuove scoperte e prese di coscienza di me stessa. La mia vita prendeva altre pieghe che, malgrado tutto, non mi facevano ancora accedere realmente alla serenità.

Quella pace, che sentivo nel profondo di me e che era appena percettibile, sapevo che era dentro di me.

Come farla emergere ?

Come far sciogliere il ghiaccio che la ricopriva e finalmente veder apparire quella luce che è lì !

Per 30 anni ho cercato fuori di me il professionista giusto, il terapeuta giusto.

Tutto questo cammino per crearmi, un giorno, quell'incontro con la dentosofia, l'Umano-Dentosofia.

Perché nulla è caso ! ‘’ Il caso è Dio che viaggia in incognito.’’ (Einstein).

Dio, la vita, la mia persona… è la stessa cosa.

Dal mio incontro con l'attivatore ho coscienza di essere maggiormente creatrice. Ogni giorno mi creo e creo ciò che mi circonda.

Riprendo il mio potere e lo vedo crescere in ogni istante, se decido di essere attenta, presente e di osservare le mie creazioni.

Sono responsabile di ciò che mi accade, di ‘’buono’’ o di ‘’cattivo’’. E ogni avventura che vivo viene a confermarmelo, se mi prendo il tempo di osservarla fermandomi, se decido di fermarmi e di guardare.

L'arresto.

La pausa ; il momento presente.

Ecco il mio incontro con l'attivatore.

Fino ad allora ero enormemente nel ‘’fare’’. Sempre in azione, incapace di fermarmi (tranne quando ero malata), perché avevo voglia di fare moltissime attività, che spesso mi piacevano ma che talvolta diventavano vincolanti, con la famosa frase : ‘’bisogna che’’… per dovere, per necessità finanziaria, per convinzione filosofica, per rispetto verso gli altri, per cavarmela, per riuscire, per rispetto verso i miei antenati…

La prima volta che sento parlare di dentosofia è durante un video, nel 2015. Mi colpisce, ma decido di aspettare di finire un lavoro personale che ho iniziato, perché finanziariamente non posso permettermi entrambi.

Un anno dopo decido finalmente di andare da una dentosofa, sempre alla ricerca di essere più felice e di scoprire chi sono. In quel periodo è anche il modo (o almeno lo spero) di ritrovare la salute e, chissà, di cambiare attività professionale, perché sento nel profondo di me di non essere più al mio posto. Mi esaurisco in fretta e la mia energia non torna più altrettanto rapidamente.

Questa sensazione di avere un compito altrove, in un altro campo, è sempre più presente in me.

Ma per fare che cosa ? Orientarmi verso dove ? In quale ambito ?

Tutto mi sembra allora impossibile.

Il cambiamento mi chiede tanta energia (io che non ne ho quasi più) ; le mie risorse fisiche e morali si sono molto esaurite.

Tutto diventa complicato e irrealizzabile.

Allora provo la dentosofia e l'attivatore. Del mio primo appuntamento trattengo una cosa sola : ritroverò la ‘’piccola che è in me’’, quella che era piena di vita, di spontaneità, di gioia, di felicità ; quella che ho perduto da tempo ma che voglio ritrovare.

Tornata in macchina, piango di gioia e parlo a quella piccola che è in me. Le dico che andrò a cercarla, non importa dove si trovi : la ritroverò !!

E metto l'attivatore.

È difficile portarlo per il tempo raccomandato, perché fermarmi e non fare più nulla… che perdita di tempo ! Non riuscirò mai a fare tutto, se faccio delle pause ! (è ciò che pensavo a quell'epoca). Scelgo di metterlo come meglio posso, mantenendo sempre la speranza di ritrovare la mia gioia di vivere.

La prima sorpresa è stata vedere certi denti allontanarsi e creare spazio in appena 3 mesi ; quello spazio che mi mancava fin da piccola e per il quale avevo avuto un apparecchio con estrazioni di denti (classe 2 +++ con supraclusione).

Dal momento in cui i miei denti hanno fatto spazio, ho ritrovato il mio potere creatore. Ho capito che potevo trasformare tutto dentro di me, che quello spazio nella mia bocca rifletteva lo spazio del mio essere intero.

Qualche settimana dopo leggo il primo libro di Michel Montaud in 2 giorni. Tutto ciò che è scritto mi parla nel profondo dell'essere.

Ritrovare il proprio potere di autoguarigione nella sua globalità, diventare liberi, accedere alla nostra coscienza e conoscere chi si è. Essere responsabili della propria vita e non subirla più da vittime.

Ecco verso che cosa voglio andare, per me stessa e per accompagnare altre persone su questo cammino.

Ed ecco il primo messaggio, il giorno in cui finisco la lettura : una nonna con il suo nipotino (che ha un ‘’difetto di pronuncia’’) entrano nel mio negozio. Talmente impregnata di ciò che ho appena letto, parlo di dentosofia a questa donna. In pochissimo tempo si confida sui suoi problemi di mascelle, sulla chirurgia, sulla sofferenza e sul dolore che ha continuamente in bocca. E su come questo si sia ripetuto su sua figlia e ora sul nipote.

È disperata, non sa più che cosa fare per fermare tutto questo. Le do i riferimenti del libro, con la convinzione che tutto possa cambiare per questa donna e la sua famiglia.

Da quel momento sento che tutto può cambiare anche per me.

Il movimento dei miei denti viene a mostrarmi concretamente, nella materia, che tutto è possibile.

Non so ancora come, con quale mezzo né quando, ma non posso fare altro che mettermi in movimento nella dentosofia.

Questa energia che sento, questa gioia profonda ne sono la prova.

Eppure una paura arriva nei miei pensieri : non sono dentista. Tutto sembra crollare. Il mio slancio, il mio entusiasmo cominciano a dissolversi nel corso della giornata.

E l'indomani, SORPRESA !!

Tutto riparte, quando la dentosofa che mi accompagna passa all'improvviso nel mio negozio. Le spiego tutto ciò che sento, tutto ciò che vibra in me evocando la lettura del libro di Michel Montaud, il sogno impossibile di voler diventare dentosofa. Mi ha risposto semplicemente : ‘’scrivi a Michel. Non hai per forza bisogno di essere dentista’’.

Il giorno stesso scrivevo la mia lettera e la imbucavo. E poi tutto si è messo in movimento, tutto si è accelerato nella mia vita.

Il mio cammino era tracciato, non mi restava che prenderlo ed essere cosciente di tutto ciò che mi accadeva.

Mettere il mio attivatore era ancora complicato, ma ci riuscivo sempre di più, rispettandomi sempre meglio. Essere in ascolto del mio sentire.

Non fare più per obbedire agli altri ed essere servizievole adattandomi. Non fare più ciò che ci si aspettava da me, ma essere ciò che sono.

Andare a scoprire quella donna e quella ragazza che sono.

Sentire ciò che mi sembrava giusto per me in ogni istante. Non voler più fare in modo perfetto dimenticandomi.

Michel Montaud mi ha telefonato il giorno in cui ha ricevuto la mia lettera. Ero così commossa che non ho quasi sentito nulla, se non che voleva persone come me ai suoi stage. Ecco ! Avevo fatto un passo in più nella dentosofia. E di nuovo arrivava una paura ! Come finanziare gli stage ?

In quel momento ricordo di essermi detta : ‘’ se sono sul mio cammino, non devo più avere paura, perché creerò ciò di cui ho bisogno e ciò per cui sono qui. Devo avere fiducia in me, nella vita che creo. E soprattutto non riflettere troppo !!’’

Era il febbraio 2017. L'anno di stage cominciava a gennaio ; dovevo dunque aspettare quasi un anno. Non me ne importava molto. Ora sapevo dove andavo, quale compito mi attendeva. Non ero più a un anno di distanza !

Del resto, durante quell'anno, il denaro necessario per pagare gli stage è comparso con la vendita di un terreno appartenente a mia madre defunta (era in vendita da 10 anni). Era esattamente la somma necessaria !!

Così, nel mio negozio, vendevo giocattoli ma distribuivo anche informazioni sulla dentosofia. Il mio obiettivo era farla conoscere. Avevo il tramite ideale per questo, e abbastanza passaggio per trasmettere sia agli adulti sia ai bambini.

Il gennaio 2018 è arrivato in fretta.

Recarmi nei luoghi dello stage non era così semplice ; io che non ero un'avventuriera, tutto si metteva a posto in modo fluido.

Fin da subito mi sono sentita bene nel gruppo, con dentisti e non dentisti.

Ero al mio posto.

Ciò che Michel ci trasmetteva mi sembrava un'evidenza. Quel modo di vedere la vita, di cambiare le nostre credenze limitanti, di uscire dai nostri condizionamenti, dal nostro sistema di pensiero.

Sentivo che tutto era giusto.

Ciò che sentivo da tanto tempo senza riuscire davvero a metterci parole, Michel lo esprimeva con fluidità, semplicità e facilità.

  1. Steiner, che avevo studiato pochissimo nella formazione da educatrice specializzata, era tradotto e finalmente accessibile. O forse ero io pronta a ricevere tutte quelle informazioni ?

Ogni sessione di stage era un dono.

Sentirmi sempre al mio posto.

Non ho mai avuto rimpianti.

Alla fine di ogni stage sapevo che, prima o poi, avrei dovuto saltare definitivamente verso l'attività di dentosofia. E lì i dubbi, le paure tornavano.

La più grande di tutte si chiamava : LEGITTIMITÀ.

Nella primavera del 2018, senza aver messo in vendita il mio negozio, una persona, poi una seconda e infine una terza sono venute con il desiderio di comprarlo. Ho dovuto aspettare l'ultima per rendermi conto che era il momento di lasciare quella vita da commerciante che esercitavo da 16 anni.

Il messaggio era chiaro e lo vedevo. Il mio compito era altrove, e ora sapevo dove.

5 mesi dopo lasciavo il mio lavoro, la mia casa, e aprivo il mio studio di Umano-Dentosofia.

Dall'incontro con l'attivatore, la mia bocca non ha smesso di muoversi quanto la mia vita.

Nel corso del 2018 e poi del 2019, la mia supraclusione si è sollevata, a tratti così in fretta che non avevo quasi più contatti sui molari e premolari a destra e a sinistra. Quei momenti di sospensione erano momenti in cui le mie paure riapparivano ; paura dell'ignoto nel quale ero saltata a piedi uniti. Ma sapevo, nel profondo di me, che non c'erano altre possibilità che passare di lì per poi ritrovare l'equilibrio dentro di me e quindi nella mia bocca.

Da quel momento, ogni volta che dubitavo delle mie competenze, della mia legittimità, restavo concentrata su ciò che avevo sentito il giorno in cui avevo chiuso il libro di Michel e su ciò che mi aveva detto la dentosofa al nostro primo incontro.

È ormai più di un anno che accompagno persone in dentosofia. Non posso che constatare che la mia vita e le mie credenze sono cambiate radicalmente.

Sono più fiduciosa, più serena nella vita che mi creo.

Mi sento maggiormente in connessione con tutto ciò che mi circonda.

Ho la coscienza di essere creatrice della mia vita e di ciò che mi accade ogni giorno.

Più vivo l'istante presente, più sono presente a me per crearmi il mio nuovo futuro, e non più il mio futuro legato al mio passato (le mie credenze, i miei condizionamenti).

Riprendo il mio potere e la mia libertà non appena accetto di uscire dall'illusione e di vedere la mia vita diversamente : non più nella dualità e nella separazione / vittimizzazione rispetto all'esterno, ma come un cammino necessario (a tratti) per ritrovare la coscienza di chi sono.

Giocare con la vita.

Come in una pièce teatrale nella quale recitiamo, interpretando uno o più personaggi per riconnetterci con tutte le parti di noi. Vedere nell'altro lo specchio, l'angelo che ci trasmette un messaggio per accompagnarci nella nostra trasformazione verso la conoscenza di sé.

L'Umano-Dentosofia è la mia porta d'ingresso verso tutti i possibili.

Ogni presa di coscienza, ogni passo che faccio per uscire dai miei condizionamenti e ritrovare la mia libertà si materializzano nella mia bocca, che continua a trovare il suo equilibrio ancora oggi. Quella bocca che, da bambina, mi valeva il soprannome di ‘’Bugs Bunny’’ è ora il punto di riferimento, il testimone del mio cambiamento, della mia metamorfosi, ogni volta che un evento o una presa di coscienza avviene.

E questo mi mette in Gioia ogni volta, come la bambina che ero e che finalmente ritrovo !