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Caso clinico 15

Testimonianza scritta in francese, tradotta.

Ho accompagnato questa persona.
Questa testimonianza può sembrare lunga ma l'ho lasciata nella versione integrale poiché è precisae mette in luce i “non-detti”, sepolti nel più profondo di noi, che si trasformano in traumi e in “mal-attie”.

Soffro di problemi di digestione e stanchezza cronica sin dall'infanzia. Da notare ugualmente una sensibilità

forte che non può essere estranea a questi problemi che hanno acquisito un'intensità particolare nel tempo e soprattutto a seguito di questi tre episodi che mi hanno molto segnato:

Da allora faccio esperienza di una graduale messa da parte e relegazione, davvero molto dolorosa in quanto la mia vita professionale era stata fino ad allora di successo.

Questo perché, secondo lei, non mi prendevo abbastanza “cura di me”.

«Signora, qui si tratta della sua salute, lei è troppo magra, lavora troppo», «comincio a stancarmi dei Servizi Marketing, sono pieni di persone oberate di lavoro e che non se ne rendono nemmeno conto», eccetera eccetera... Era il mondo all'incontrario. Come descrivere il mio sgomento uscendo da questo colloquio e la mia angoscia per le conseguenze che avrebbe avuto sul piano professionale (avevo il presentimento che questa decisione mi sarebbe costata la direzione del mio servizio).

Senza parlare della sorpresa del medico del lavoro quando mi riferì la sua conversazione telefonica con il SSN: era del tutto inusuale che il Sistema gli desse questo tipo di orientamento.

Non ho dato alcun seguito a questa raccomandazione, essendosi la mia salute ulteriormente deteriorata.

Un'esame delle urine ha evidenziato tassi anormali di mercurio, arsenico e nickel; questo nuovo episodio è stato seguito da un ulteriore degradazione del mio stato generale con i sintomi seguenti: forti tachicardie (soprattutto dopo i pasti), crampi e gonfiori quasi permanenti, comparsa di un acufene all'orecchio sinistro, pressione molto bassa, peggioramento del sonno con insonnie ripetute...

Mi sentivo totalmente sperduta, era infatti in un sonno strutturalmente di buona qualità che fin dall'infanzia avevo trovato il fondamento del mio equilibrio allo stesso tempo fisico e psichico.

Per concludere:

la diagnosi di “uomini e donne dell'arte”, che sia il mio medico curante o i diversi professionisti incontrati nel corso degli anni, è sempre stata più o meno la stessa: esaurimento, sovraccarico lavorativo, depressione “superata”...

E poi a dispetto di tutte queste delusioni di salute e di queste bufere digestive, avevo conservati (tranne in periodi di crisi) un buon appetito. Cosa che non è indice caratteristico della depressione.

«Cambi vita » o anche «Faccia una psicoterapia ».

È in questo contesto e in questo spirito che ho scoperto il libro del Signor Montaud, un pomeriggio d'aprile nel 2010. Dopo aver letto l'opera, per la prima volta, ho avuto l'intuizione di un percorso leale e audace nella sua semplicità.

La prima cosa che ho notato è un miglioramento tanto inaspettato quanto spettacolare della qualità del mio sonno. Questo miglioramento è arrivato in modo quasi istantaneo, in qualche giorno. Ho ritrovato il sonno profondo e denso che avevo quand'ero giovane. Avevo dimenticato che si potesse dormire così bene.

Dal 16 giugno ho avuto una sola notte d'insonnia; i dolori abominevoli non sono più causa di privazione del sonno.

In caso di dolore ho osservato che masticando il più serenamente possibile l'attivatore riesco a riaddormentarmi. Tenuto conto dell'importanza del sonno per il mio equilibrio generale, è un progresso e un benessere che assaporo ogni giorno.

Il secondo punto importante è un miglioramento sensibile del ritmo cardiaco. Ho meno crisi tachicardiche anche dopo i pasti.

La terza cosa notata è che mi sento meno stanca, più resistente. Infatti da metà novembre i disordini digestivi sembrano diminuire nel tempo; a Natale mi sono permessa alcuni sgarri alimentari, che sono stati globalmente ben tollerati; ho anche meno gonfiori e dolori addominali; ho anche notato che non mi puzzava più l'alito al risveglio.

Porto l'attivatore regolarmente e senza difficoltà tutte le notti per 8 ore circa. L'avrò perso nel sonno solo due o tre volte in sette mesi. Durante il giorno lo porto di nuovo 2 ore in media in maniera passiva, e ugualmente in maniera attiva per due sessioni al giorno, di rilassamento per una mezzora ognuna, che sento essere molto benefiche.

Ecco il bilancio di questa prima tappa di sette mesi. I risultati ottenuti mi spronano a perseverare, tanto più che arrivano in un momento cruciale in cui desidero dare un senso nuovo alla mia vita.

Continua...

OGGETTO: FEEDBACK ESPERIENZA CON L'ATTIVATORE/2a TAPPA

Ho finalmente trovato il coraggio di cominciare un processo di riconciliazione con la mia figlia più grande. Le ultime settimane sono quindi state segnate da grandi disordini sul piano digestivo derivanti dai grandi stravolgimenti interiori che vivo in questo momento.

Lungo il percorso ho preso coscienza che c'era un presupposto indispensabile: riconciliarmi con me stessa. Ho realizzato che ritrovare il mio posto presso mia figlia, e per estensione in seno alla famiglia e all'esterno, implicava necessariamente accettare, per la prima volta da quarant'anni:

Sforzandomi di lasciar da parte, il tempo di questo confronto, le sofferenze e le paure, una colpevolezza che mi divora e un potente sentimento d'inferiorità sul piano affettivo dall'età di 16 anni.

Nessun progresso da questo punto di vista per ragione del contesto.

Nonostante forti disturbi digestivi ricorrenti da qualche settimana (in concomitanza alla mia decisione di passare all'azione), ho sofferto di insonnia solo in due occasioni e il resto del tempo sono riuscita a dormire.

Cosa primordiale per il mio equilibrio. La qualità del sonno è molto meno buona rispetto al primo periodo ma ne capisco i motivi e affronto il tutto serenamente.

Riassumendo direi che le conquiste – sonno e energia – del primo periodo sono globalmente preservate e “resistono” bene quanto possibile alla pressione dei fatti.

Progressi molto significativi in questo periodo. È in questo dominio che il sostegno dell'attivatore si dimostra più lampante. È quasi il riflesso inverso del primo periodo. Più accentuato e questa volta a vantaggio della parte psichica. È curioso come sembra che le cose si pacifichino più rapidamente sul piano morale e psichico e che il corpo sia riluttante e si faccia trascinare.

In modo inaspettato, scrivere questa lettera è stato diverso da quanto pensassi. Mentre lo facevo ho tenuto l'attivatore perennemente in bocca, cosa che mi ha molto aiutato a rasserenarmi e concentrarmi.

Da quando ho iniziato a scrivere mia ha pervaso una sensazione di immenso sollievo. E quando ieri finalmente ho mandato questa lettera, ho provato un sentimento ineffabile di leggerezza e libertà nei confronti di me stessa e del resto del mondo. Niente di più. Né orgoglio né gioia particolari, semplicemente come se le cose fossero in ordine. In italiano {questa e le altre testimonianze sono tradotte dal francese} per dire che va tutto bene si dice “tutto a posto”, in questo caso ogni cosa è realmente al proprio posto.

Quale che sia la reazione di mia figlia e la decisione che prenderà, so che in un certo modo ho già ritrovato il mio posto. Almeno ai miei occhi, e non è così male. Aspetto quindi il seguito con impazienza e fiducia.

GIORNO→ Come detto nel nostro ultimo colloquio del mese di maggio, sono stata poco diligente nella pratica dell'attivatore in modalità rilassamento durante la giornata. Mi sforzo di riprendere a farlo almeno una volta al giorno. Tanto più che mi apporta molti benefici; però lo porto due ore buone al giorno in modo passivo, ciò mentre mi occupo di diverse attività domestiche o suono il piano (e mentre scrivo questa lettera).

NOTTE → In compenso lo porto ogni notte senza eccezioni. Mi è semplicemente indispensabile.

La redazione di questa lettera e il lavoro su me stessa che l'ha preceduta sono i punti principali di questa seconda tappa. Mi ha esaurito fisicamente ma il tutto è successo in condizioni psicologiche paradossalmente esemplari, tenuto conto del soggetto trattato.

Continua...

OGGETTO: FEEDBACK ESPERIENZA CON L'ATTIVATORE/3a TAPPA

Buongiorno Signor Montaud,

mi voglia scusare per il ritardo con cui le invio questo feedback sulla terza tappa; i fatti che sto affrontando in questo momento sono commisurati alla metamorfosi che vivo su tutti i piani della mia vita, nessuno escluso, dal giugno 2010.

Non si tratta di una rivoluzione (tanto è vero che non ho nessuna intenzione di tornare al punto di partenza!) ma una vera e propria trasformazione profonda che ha impatto sulla mia vita su tutti i livelli. Una rimessa in causa totale della ma vita relazionale attraverso un riposizionamento familiare e professionale, essendo i due conseguenze dirette di un riposizionamento interiore.

È quindi un periodo di intensa effervescenza: prima una lotta interna costante con vecchi riflessi emotivi parassiti che sono riluttanti a scomparire, e anche l'insistente cammino per ritrovare il mio giusto posto in seno alla famiglia dopo tanti anni di rinuncia dolorosa e silenziosa. Ho l'impressione di vivere l'esperienza di un soldato dato disperso per tanti anni e la cui sola esistenza stravolge il nuovo ordine stabilito in sua assenza.

Per concludere: il contesto esterno rispetto al feedback precedente dello scorso giugno si è radicalizzato ed aggravato. Se ci si attiene all'ordine visibile delle cose, tutti i tentativi effettuati sono naufragati in fallimenti ripetuti. Tuttavia sono stati tutti inspirati da un desiderio profondo d'armonia e d'amore.

È impressionante la differenza rispetto ai progressi sentiti allo stesso tempo sul piano interiore. 18 mesi fa, ovvero prima che iniziassi il mio percorso con l'attivatore, avrei vissuti questi fallimenti come altrettante ferite che mi avrebbero annientata.

Vivo infatti paradossalmente questi fallimenti con una specie di quiete tranquillità e li considero come un'illusione momentanea.

L'essenziale è che sono finalmente uscita da uno stato di dolorosa passività durata quarant'anni; è meraviglioso sentir crescere in sé la forza di agire; e di farlo con più discernimento possibile a livello emozionale. Quindi adesso avanzo, anche se passo per passo e giorno per giorno, con sicurezza. Ritornando il meno possibile sul passato e rimanendo flessibilmente aperta agli sviluppi positivi che verranno.

Grandi progressi rispetto al feedback precedente. Si sono consolidate alcune cose buone:

Dichiarata intollerante al glutine, al lattosio e allo zucchero nel 2003, rincomincio a mangiare pasta e un po' di pane (con immensa gioia!). L'intolleranza al glutine si sta risolvendo. Solo zucchero e latticini resistono ancora.

Non ho ancora ripreso tutti i chili che mi mancano ma sono molto fiduciosa per il seguito.

Questi benefici (sonno, digestione, energia) mi rendono emotivamente più resistente e forte.

Riconosco che sia estremamente rigenerante. Riesco (o almeno penso di riuscire) a “lasciare andare” rapidamente (5/10 minuti circa) e a giungere ad uno stato di rilassamento profondo pur restando cosciente. Dopo le sessioni mi sento bene e tranquilla, e tutto ciò mi incoraggia a perseverare nella regolarità. Di solito dopo queste sessioni di rilassamento suono un può di musica – pianoforte – oppure canto.

Con l'esperienza ho realizzato che la chiusura della mascella sull'attivatore è più efficace in termini di rilassamento profondo al momento dell'espirazione. D'altronde più la chiusura della mascella è leggera e delicata, più il respiro rallenta, il battito del cuore si regolarizza e il rilassamento diventa profondo.

In conclusione: sperimento giorno per giorno l'intimità profonda che lega corpo e spirito. Ecco lo stato del “cantiere” ad oggi.