Testimonianza del 14 settembre 2009
Testimonianza scritta in francese, tradotta.
Lunedì 14 Settembre 2009
Buongiorno, molto interessata dal libro del Dr Montaud, ho avuto voglia, anch'io, di provare questo metodo perché sono convinta che i nostri corpi tengano in memoria i diversi blocchi che abbiamo accumulato nelle nostre vite, e sapevo poter accedere ad un “meglio-essere”. Passare attraverso il corpo E lo spirito mi sembra ovvio perché siamo un tutt'uno.
La mia esperienza con l'attivatore fu breve, e dolorosa! Ho potuto portarlo solamente dieci mesi con numerose gengiviti, vertigini, dolori alla cervicale che prima non avevo... Ho alla fine accettato di abbandonare questo metodo e paradossalmente è proprio questo che mi ha enormemente aiutata: ho FINALMENTE ascoltato quello che volevo realmente. E quello che volevo, in un primo tempo, era davvero ascoltarmi, smettere con l'attivatore. È quindi quello che ho fatto. Da allora persisto nell'attenzione a me stessa. Si può dire che in questo la mia avventura con l'attivatore ha fatto da innesco! ...
Oggi mi sento bene e non ho voglia di proseguire. Ho scoperto altri metodi passanti attraverso il corpo (in particolare i massaggi) che mi danno moltissimo. Mi sento felice, e sento che posso approfittare dell'attimo presente.
Penso che l'attivatore convenga ad alcune persone e che le aiuti. Penso anche che non convenga a tutti... Mia nipote e uno dei miei figli hanno anch'essi seguito un trattamento con l'attivatore: buoni risultati per mia nipote, insufficienti risultati per mio figlio, il metodo è quindi stato completato da un apparecchio funzionale tipo piste di Planas. Ho fatto fatica a vedere questi bambini che amo con la bocca presa in questo attivatore anche se fortunatamente non era che per un tempo limitato nella giornata. Mi dicevo «è per il loro bene», ma diverse volte mi è venuta l'immagine di un tappo che era stato messo loro sulla bocca; ecco, è stato difficile.
Penso che sia davvero importante guardare i bambini per poterli aiutare durante la crescita fisica e spirituale, perché sono molto più duttili di noi adulti. L'attivatore ed altri metodi funzionali mi sembrano quindi molto più interessanti per i bambini. Ho incontrato degli adulti che avevano portato attivatori per 15 anni. 15 anni senza poter svegliarsi la notte e dire subito al proprio compagno un “ti amo” spontaneo perché si ha qualcosa in bocca; è tantissimo tempo! Ma va bene, se l'hanno portato a lungo vuol dire che dovevano trovarci dei benefici e rimandare il loro “ti amo” il tempo di togliersi l'apparecchio non doveva essere un problema per loro...
In conclusione direi che penso che questo cammino con l'attivatore sia interessante, ma che sia un percorso tra i tanti altri che possono aiutarci. Ecco la mia testimonianza. Buona strada a tutti nella ricerca della serenità, del meglio-essere e della crescita!
RISPOSTA
Questa testimonianza è interessante sotto diversi punti di vista ma non descrive un'esperienza vissuta in seguito ad un trattamento tratto dalla dentosofia. Tratta le reazioni di una persona che ha utilizzato uno strumento che si chiama attivatore; l'attivatore tuttavia è uno strumento (come il martello per piantare un chiodo) tra diversi al servizio del terapeuta e dell'essere umano che è il motore di questa terapia ma, come ogni strumento, può essere mal usato.
«La mia esperienza con l'attivatore è stata breve, e dolorosa».
In questo caso preciso questa esperienza dolorosa e i sintomi, vissuti da questa persona, avrebbero dovuto suggerire al professionista che la seguiva che l'uso dell'attivatore non fosse corretto. Questa reazione si può vedere frequentemente all'inizio del trattamento, se il terapeuta non è attento né all'ascolto del paziente. Ogni paziente avrà dei segni personalizzati ma ce n'è uno che non mente mai, ovvero la “pseudo-allergia”.
Non bisogna mettere in discussione l'attivatore ma il come viene utilizzato. Quel piccolo pezzo di gomma o di elastomero è inoffensivo; è attraverso il nostro funzionamento che agirà. Questo tipo di reazione si può vedere solamente su territori preoccupanti, stressati, quasi angosciati dove le paure sono molto presenti. Sappiamo bene tutti come sia difficile rimettersi in discussione personalmente e come sia molto più pratico che “l'esterno” sia sempre la causa dei nostri problemi e, in questo caso specifico, l'attivatore.
«Penso anche che non convenga a tutti».
Non posso far passare questa frase perché non riflette la realtà e si basa sull'esperienza di una persona che sfortunatamente è passata accanto alla terapia dentosofica senza realmente farne esperienza e che non può permettersi di esprimere un giudizio su un qualcosa che non ha vissuto.
L'esperienza mi ha provato che ogni essere umano può trarre beneficio dalla dentosofia, quale che sia l'età, a condizione che decida realmente di mettersi in moto avendo la coscienza che il solo medico per lui è proprio lui stesso. Lungo il cammino ci sarà qualche volta bisogno di un po' di aiuto (il terapeuta) per non sbagliare strada ma il percorso sarà compiuto da lui e solo lui e la scomparsa dei diversi sintomi sarà il segno della buona evoluzione del suo percorso.
Ho ritenuto necessario commentare questa testimonianza perché può essere trovata spesso e non riflette ciò che è la terapia dentosofica.
Ringrazio di cuore chi l'ha scritta perché potrà essere utile ad altri, spero.
Oggi è richiesto agli esseri umani di prendere coscienza; richiederà loro una certa attenzione per incontrare dei terapeuti che praticano seriamente la dentosofia.
Michel Montaud