Testimonianza del 13 maggio 2010 — n° 48
Testimonianza scritta in francese, tradotta.
Giovedì 13 Maggio 2010
Buongiorno,
ho 19 anni e ho portato un apparecchio fisso dai 12 ai 15 anni più o meno, e questo dopo che mi avevano strappato diversi denti quando avevo circa di 10. Da quando me l'hanno tolto ho un'occlusione piuttosto buono (secondo le mie proprie osservazioni) ma ho, invece, grandi problemi di equilibrio posturale e muscolare così come di emotività (o nervosismo o stress) molto importante, come se il problema che l'ortodontista ha voluto risolvere a livello della dentizione si sia spostato nel mio essere. D'altra parte una scogliosi (molto lieve) si è sviluppata allo stesso tempo. Sono riuscito grazie al nuoto, a un metodo associante rilassamento e movimento e ad un piccolo apparecchio boccale che metto mentre faccio degli esercizi di ginnastica quotidiani, ad migliorare il mio stato generale. Ma il mio equilibrio rimane comunque fragile.
Inoltre penso davvero, per la mia esperienza personale, che la dentosofia, superando la vecchia dicotomia occidentale corpo-spirito, è l'unica scienza in grado di aiutarmi. Cosa pensa della mia esperienza? Pensa che la dentosofia sia in grado di aiutarmi?
Infine avevo un'ultima domanda d'ordine più personale: ho notato che i miei stati di grande nervosismo e tensione stimolano la mia creatività (sono musicista) così come le mie attitudini intellettuali (mi sto preparando per l'università). Pensa sia possibile che trovare un migliore equilibrio possa nuocere alle mie capacità d'espressione in questi due campi (esprimendomi forse più semplicemente nella vita di tutti i giorni)?
Spero di non esser stato troppo lungo né confusionario. Grazie in anticipo per la sua risposta. E grazie molte per il nuovo approccio dell'uomo che ha sviluppato e che non è di ultima utilità in una società così sicura dell'universalità e della veridicità (ma cos'è davvero la veridicità?) dei suoi dogmi (è il mio momento rivoluzionario da quattro soldi).
Cordialmente
RISPOSTA
Sono sempre realmente contento di dialogare con delle giovani persone piene di buon senso e alle coscienze non offuscate dal “sistema”.
«Inoltre penso davvero, per la mia esperienza personale, che la dentosofia, superando la vecchia dicotomia occidentale corpo-spirito, è l'unica scienza in grado di aiutarmi. Cosa pensa della mia esperienza?»
Penso che lei abbia già fatto un bel percorso, rispetto alla sua età e che effettivamente la dentosofia le darà molto.
«Ho notato che i miei stati di grande nervosismo e tensione stimolano la mia creatività (sono musicista) così come le mie attitudini intellettuali (mi sto preparando per l'università). Pensa sia possibile che trovare un migliore equilibrio possa nuocere alle mie capacità d'espressione in questi due campi (esprimendomi forse più semplicemente nella vita di tutti i giorni)?»
Vedrà che si inganna quando dice così e si accorgerà che, non solo non nuocerà ma al contrario la sua creatività sarà decuplicata.
«...in una società così sicura dell'universalità e della veridicità (ma cos'è davvero la veridicità?) dei suoi dogmi (è il mio momento rivoluzionario da quattro soldi)».
Se è ha già fatto queste osservazioni a 19 anni vuol dire che, ai miei occhi, lei è all'inizio di un percorso di vita che si annuncia appassionante.
Le auguro buon vento per il seguito avendo sempre a mente che non conosciamo praticamente niente della realtà colossale dell'Uomo.
Con la mia più sincera simpatia,
Michel Montaud
Buongiorno di nuovo, come sta?
Volevo ringraziarla tanto per la sua risposta, semplice, incoraggiante e nondimeno che respira la comprensione e soprattutto la fiducia. Fiducia nel fatto che ognuno ha dietro ciò che dice un'esperienza singolare e piena di attrattività per il semplice fatto che sia singolare, ma che il linguaggio permette di far risuonare negli altri. Dovremmo ricordarci più spesso che siamo degli organismi viventi prima di ogni altra cosa!
D'altra parte ammiro il fatto che lei sia riuscito a posizionarsi socialmente sia come scienziato sia come creatore (nel senso in cui lei ha creato socialmente grazie al linguaggio scientifico, o scoperto, l'accesso ad un nuovo modo di far esperienza della vita). Infatti una cosa è scoprire, solo “nuove dimensioni”, nuovi modi di essere vivente (nel presente), ma è un'altra cosa molto più difficile condividere queste esperienze e sentirsi compreso (anche le forme artistiche di oggi hanno i loro limiti, a noi tocca inventarne di nuove).
Mi piacerebbe mantenere i contatti con lei, perché poche persone intorno a me vogliono sentir parlare della mia esperienza “strana” della vita (anche il mio professore di filosofia, quando io sono in grado di fare gli ottimi compiti!). Quello che vorrei è avere qualche consiglio personale per aiutarmi a trovare il mio posto nel mondo perché so che ho un'enorme quantità di cose da condividere, che ho una capacità di far evolvere il mondo ma non vedo come orientarmi al fine di poter essere il più soddisfatto possibile condividendo il più possibile. Per tutto il mondo l'importante è trovare un buon lavoro, avere una “buona situazione” in cui si muore di stress e di non attenzione a sé. Vedo i miei genitori che sono dirigenti: che fortuna poter guadagnare dei soldi, anche se per questo ci si deve mettere a cercare intellettualmente menzogne per far credere a se stessi che si ama il proprio malessere!
Vorrei aiutarli e far loro comprendere che possono stare meglio, ma sono tipi (come me finché ho cominciato a vivere in modo più globale) stressati, chiusi, angosciati. So che hanno voglia, in fondo e come tutti di condividere più facilmente, e so che sono aperti alla diversità ma solamente a posteriori ripercorrendo il passato (e quindi in modo strettamente intellettuale). Infatti è la comunicazione nel presente che si blocca. Vorrei che conoscessero altro prima della fine della loro vita!
Ma quello che mi preoccupa di più è il mio fratellino di 14 anni, che porta un apparecchio fisso, che soffre in tutte le dimensioni del suo essere, che non si esprime se non tramite forme di linguaggio primitivo (nel senso in cui le permette di esprimere... quasi nulla! Se non arroganza, violenza o odio). Qualche volta c'è uno scambio quando si “gioca alla lotta” e sento che è felice ma è così raro ed è in fondo completamente solo con la sua sofferenza. Vorrei a volte smettere con gli studi e fargli smettere con i suoi (è in più in un momento di fallimento scolastico!) al fine di aiutarlo a vivere meglio nella sua vita. Vorrei anche convincere mia madre a togliergli l'apparecchio, ma che certezza ripone nelle sue “credenze scientifiche”!
Insomma se le dico tutto ciò è anche che io stesso ho dei problemi di comunicazione con gli altri e aver trovato lei è stata una piccola liberazione. Anche se nell'ultimo periodo respiro sempre di più e sono sempre più felice di poter condividere, anche piccole cose. Ma come lei vede la realtà degli esseri che mi circondano è piuttosto difficile e anche se penso aver una presa salda sulla nostra situazione (parlo di situazione perché lo stato delle nostre relazioni familiari è così bloccato che se ne può fare facilmente un modello statico!), non posso diventare il loro terapeuta.
Vorrei semplicemente che possano diventare il loro proprio terapeuta, o almeno iniziare il percorso per arrivarci (come ho fatto io). Come posso convincerli a provare qualcosa come la dentosofia, che sia in grado di farli vivere globalmente e di ristabilire l'armonia tra gli aspetti del loro essere che conoscono e quelli che non vogliono ancora né conoscere né ascoltare??
Spero di non averla stordita ma cerco qualcuno a cui esprimere tutto questo da così tanto tempo!
Sperando che lei accetti di aiutarmi, sarò felice di ricevere i suoi consigli... e la sua amicizia (anche a distanza)?
Cordialmente e calorosamente