Testimonianza del 29 luglio 2008
Testimonianza scritta in francese, tradotta.
Martedì 29 Luglio 2008
Buongiorno,
Sono medico di base e seguo attualmente una formazione in naturopatia.
Sono alla ricerca di un dentista che possa prendersi carico della patologia bocco-dentale di mio figlio di 19 mesi, che ha sofferto di anchiloglossia (frenulo della lingua troppo corto) alla nascita con problemi di deglutizione. Dalla sua nascita la sua vita è costellata da problemi di salute: cattiva alimentazione, problemi del transito intestinale, agitazione e probabili dolori addominali, allergia alimentare. Mi sforzo per quanto possibile di assicurargli la miglior assistenza medica con i mezzi allopatici e olistici.
Però sono convinta che esista una soluzione dentosofica per mio figlio, per migliorare la sua crescita e soprattutto controllare la cattiva posizione dei denti, la patologia funzionale della lingua, i disturbi fonatori che anticipo siccome mio figlio è nel pieno dell'acquisizione del linguaggio.
In quanto medico e soprattutto in quanto madre sto esplorando ed imparando tutto quello che il mio cursus universitario standard mi aveva “nascosto” fino ad ora. E scopro cose terribili riguardanti i paradigmi acquisiti fino ad allora e anche le difficoltà di esistere in seno stesso della nostra comunità professionale dove la maggior parte rimane per lo più chiusa nell'immobilismo e nei dogmi pseudo-scientifici.
È troppo presto per far seguire mio figlio da un dentista qualificato in dentosofia?
La ringrazio in anticipo, cordiali saluti
RISPOSTA
Buongiorno Signora
il mio paziente più giovane aveva 2 anni e 3 mesi. Non è mai troppo presto, ma l'importante sarà la motivazione dei genitori perché la dentosofia esce dai “sentieri battuti” della medicina tale quale ci è stata insegnata.
In quanto medico non conosco il suo approccio all'Uomo, ma so che la riuscita dei trattamenti dipende in gran parte dal nostro metterci in dubbio, in quanto adulti, su cosa rappresenta il bambino e su cosa che vuole dirci attraverso le sue patologie. Le consiglio di leggere il libro che ho appena scritto prima di contattare un professionista.
Con tutto il mio affetto
Buongiorno signor Montaud,
Ho appena divorato il suo libro come un'assetata attraversante il deserto che, non avendo fin ora incontrato dei miraggi, giunge finalmente all'oasi dove può dissetarsi.
Mi sembra che questo incontro non abbia nulla di fortuito e che gli eventi della mia vita mi ci hanno preparato, portando tramite la lettura del suo libro delle risposte attuali ma che confermano anche le mie intuizioni cliniche precedente in quanto paziente in primo luogo, terapeuta in seguito e infine genitore.
Volevo davvero raccontarle il particolare eco che ha avuto il suo sviluppo sulla maturazione del sistema neuro-psico-sensoriale nella sequenza camminare-parlare-pensare. Ha illuminato una situazione personale che ho vissuto nell'adolescenza. Vengo da una famiglia “patologica” in cui mio padre violento picchiava mia madre e in cui i figli maggiori per imitazione picchiavano quelli minori. Essendo io la più giovane di una famiglia con 4 figli e per di più una bambina, ero capro espiatorio della famiglia. La mia adolescenza è stato il culmine del maltrattamento fisico e psicologico e il momento in cui ho iniziato a presentare dei problemi regressivi, che andavano nel senso inverso nella sequenza da lei presentata, ovvero danni al Pensare (difficoltà di concentrazione scolastica, tristezza, auto-colpevolizzazione), successivamente al Parlare (balbuzia), infine al Camminare (zoppicavo senza apparenti lesioni fisiche). L'anno seguente, al fine della mia sopravvivenza, ho lasciato la mia famiglia e mi sono aggrappata agli studi di medicina, e i problemi sono spariti.
Adesso, alla luce delle sue spiegazioni, comprendo meglio l'impatto del sistema psico-emotivo sulla nostra salute.
Inoltre il suo libro e le sue aperture porgono una risposta alla problematica di mio figlio di 19 mesi. Come le avevo detto, è nato con il frenulo linguale troppo corto. All'uscita dalla maternità ho dovuto segnalare io al dottore che mio figlio non piangeva normalmente, la lingua non si staccava dal palato.
Secondo me aveva anche un comportamento anormale: pianti persistenti anche dopo ore di allattamento. Ho suggerito un problema di deglutizione ma mi hanno ignorata. Solo a casa mia sono stata costretta a tirarmi il latte perché, al quarto giorno di vita, avevo trovato la sua diagnosi: non prendeva niente dal seno, stava diventando itterico, non aveva più diuresi né transito intestinale.
Ho chiamato in aiuto tutto il mondo medico a mia disposizione in quel momento: il pediatra mi diceva di dargli il latte in polvere, poi mi mandava dal dentista che mi mandava dallo stomatologo se insistevo perché si intervenisse sulla sua lingua, fino ad arrivare alla previsione di un'anestesia generale e un'attesa di un mese.
Alla fine l'ho “operato” (frenotomia) in casa mia al suo nono giorno di vita, vedendolo soffrire troppo per nutrirsi.
Da allora i problemi d'alimentazione si sono risolti come per miracolo, confermandomi la sensazione che fossi “nell'orto-funzionale” contrariamente ai mie confratelli che rimanevano nel “dis-funzionale” e che d'altronde non cercavano molto più in là.
Sfortunatamente altri problemi sono sorti: eczema, allergie alimentari, disturbi persistenti del sonno, costipazione cronica, denti che crescono male e un'agitazione che non mi sembra normale.
Il corpo medico mi rassicura senza darmi risposte però, senza spiegarmi i sintomi che riconoscono altrove come “anormali”.
Avendo una figlia maggiore di 4 anni ho constatato che un bambino in buona e piena salute non ha questo comportamento. Si nutre bene, dorme bene, si comporta in modo armonioso. Quando un neonato piange e persiste nel pianto, secondo me c'è SEMPRE un motivo funzionale o organico.
Il mio percorso prima di giungere a lei è stato un po' lungo, ma ci tenevo a spiegare questo e anche le mie speranze per l'aiuto a mio figlio nel correggere un inizio di vita decisamente negativo.
E infine vorrei aver la sua opinione su un dubbio venutomi mentre leggevo il suo libro.
Aderisco perfettamente a tutte le dimostrazioni che ha fatto, in particolare quelle che legano l'uomo (quello dalla bocca in disequilibrio) al resto del mondo, così come quella che implica una nostra “responsabilità” negli avvenimenti della vita, e sto pensando all'esempio alla fine del libro del bambino che si è rotto un incisivo a scuola durante una lezione.
Ma non è forse troppo riduttivo?
Cosa pensare delle “ingiustizie” di questo mondo? Potrebbe essere che nei paesi in guerra ci siano più bocche disequilibrate?
E se avessimo tutti in noi stessi il medico interiore per curare le nostre mal-attie?
Chi ci curerà dai mali degli altri?
La donna che si lascia picchiare dall'uomo che dice amarla ha anche lei la bocca disequilibrata?
La Dentosofia è senza dubbio un grande passo verso la guarigione del mondo. Ma ci sono per me delle calamità che superano ogni immaginazione.
La ringrazio per aver letto quel che avevo da dirle e avermi autografato il libro. Io non avrei osato chiederglielo. Cordialmente
IO
Buongiorno Signora,
Attenzione: la bocca in disequilibrio è, per me, una manifestazione esterna di un funzionamento interno all'essere umano che non è in armonia. Non è che un sintomo esteriore. (Non è causa della bocca se il mondo va a rotoli).
Queste osservazioni si generalizzano e estendono a tutta l'umanità (per gradi diversi a seconda delle persone). Capiamo allora perché quest'umanità va così male in quanto è estesa a tutta la popolazione.
Ma, se tutto ha un senso, anche questo deve aver un senso!
«Ma non è forse troppo riduttivo?
Cosa pensare delle “ingiustizie” di questo mondo? Potrebbe essere che nei paesi in guerra ci siano più bocche disequilibrate?»
Dove inizia la guerra? Laddove le persone si sparano addosso o quando si inizia a picchiare una bambina, valvola di sfogo per tutta la famiglia?
Le ingiustizie di questo mondo non sono unicamente nei paesi in “guerra”.
Abbiamo tutti subito delle ingiustizie nella nostra infanzia e continuiamo a farlo da adulti, ed è sempre altrettanto insopportabile ma eppure continuiamo... continuiamo... fino quando? Fin quando sopporteremo l'
INSOPPORTABILE?
«E se avessimo tutti in noi stessi il medico interiore per curare le nostre mal-attie?
Chi ci curerà dai mali degli altri?»
Nessuno ci guarirà dai mali degli altri poiché tocca agli altri guarirsi dai propri mali. Non possiamo farci nulla, direttamente, ma possiamo guarire noi stessi e se riuscissimo ad agire sul nostro malessere (ovvero l'insopportabile che sopportiamo) diventeremmo “contagiosi di buona salute” e daremmo agli altri la voglia e la forza di fare lo stesso (perché l'uomo sa, nel suo inconscio profondo, che la vita “è altro da ciò che vive” e le “mal-attie” esistono per ricordarglielo).
«La donna che si lascia picchiare dall'uomo che dice amarla ha anche lei la bocca disequilibrata?»
Sì! Ce l'ha... ed è proprio perché ha la bocca in disequilibrio che accetta di farsi picchiare senza battere ciglio poiché se non fosse così non si sarebbe mai ritrovata in questa situazione oppure avrebbe le risorse necessarie ad uscirne.
«La Dentosofia è senza dubbio un grande passo verso la guarigione del mondo. Ma ci sono per me delle calamità che superano ogni immaginazione.»
Una mia grande amica (e questa parola non rende abbastanza l'idea), Gitta Mallasz (autrice di “Dialoghi con l'Angelo”), che era un essere illuminato, ha detto un giorno: «Fin quando ci sarà una guerra interna – a noi – ci sarà una guerra esterna. Siamo tutti responsabili di quel che succede sulla Terra. È lavorando sulle nostre piccole guerre interne che impediremo, un giorno, le guerre esterne».
Mi ha chiesto il mio parere ed ecco ciò che penso. Non c'è nella mia risposta assolutamente alcun giudizio di nessun tipo, poiché sono, anch'io, un umano disequilibrato che cerca e brancola.
La ringrazio per la sua sincerità e umiltà, non essendo semplice, soprattutto per un medico, “aprirsi” così come l'ha fatto lei.
Il mio libro è indirizzato all'uomo e so, che con lei, è in buone mani.
Con tutta la mia simpatia,
Michel Montaud
LEI
Buongiorno signor Montaud,
e innanzitutto grazie della considerazione e sincerità della sua risposta.
Ho accettato l'idea che ciò che mi succedo/mi è successo non è frutto del caso. Ne ho tratto le mie conseguenze e sono felice di intravedere oggigiorno una via per riparare/correggere gli errori del passato che ho subito bambina o realizzato adulta. E farò trarre ai miei figli i benefici delle lezioni da me apprese.
Nell'osservazione funzionale familiare (dei miei genitori, fratelli e sorelle) ho acquisito una comprensione del mondo.
Tramite l'esperienza di questo microcosmo ho dedotto un'idea del macrocosmo che rappresenta il mondo da noi costruito: NOI uomini e donne a partire dalla storia dell'umanità.
Ed è vero, noi impieghiamo forze straordinarie nel tentare di trasformare tutto ciò che ci è esterno in nome delle più nobili cause (libertà, democrazia, uguaglianza, sradicamento delle malattie) usando come mezzi la forza e la coercizione.
Invece se ognuno di noi si accontentasse di trovare la propria armonia interiore e si concentrasse su quello, il disordine senza dubbio non ci sarebbe e diventerebbe inutile “abbattere” un nemico esterno.
La ringrazio per avermi permesso questo scambio e avermi fatto progredire in poco tempo verso una coscienza più chiara.
Cordialmente.